Riesame annulla la custodia per M.T., indagato per la morte di Dafne Rebaudo a Tor Bella Monaca
Il tribunale ha disposto la scarcerazione del 40enne; la dinamica della caduta e il posizionamento del corpo sollevano dubbi su una spinta volontaria
Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare in carcere nei confronti di M.T., il 40enne arrestato lo scorso 1º agosto con l’accusa di aver ucciso la compagna Dafne Rebaudo, la 30enne precipitata il 13 luglio da un palazzo in via dell’Archeologia, nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. La notizia è stata riportata da Il Messaggero e dal Corriere della Sera.
Secondo quanto emerge, le motivazioni della decisione del Riesame non sono ancora state depositate. La scelta del tribunale si fonderebbe però sui dubbi sollevati dalla dinamica della caduta: un consulente della procura avrebbe rilevato che il corpo della donna è stato trovato a tre metri dalle impalcature, una distanza che sarebbe ritenuta incompatibile con una spinta violenta dall’interno verso l’esterno.
Questa valutazione riporta attenzione sull’ipotesi di una caduta accidentale, evocata dagli inquirenti come possibile incidente — ad esempio uno scivolamento avvenuto durante una lite sulla terrazza condominiale — dopo che la morte, in un primo momento inquadrata come suicidio, era stata successivamente riqualificata in omicidio.
Il corpo di Dafne Rebaudo era rimasto senza identificazione per sette giorni. Il riconoscimento è stato possibile solo dopo un sopralluogo degli investigatori nell’appartamento al quinto piano in cui la donna viveva con il compagno. Nell’abitazione, descritta dagli inquirenti come da tempo utilizzata come luogo di ritrovo per tossicodipendenti e base di spaccio, sono stati trovati un cellulare Motorola di colore viola riconosciuto come appartenente alla ragazza e la ricevuta di una corsa in taxi saldata con la sua carta di credito.
L’arresto di M.T. era stato motivato anche da incongruenze nel suo racconto: l’uomo, gravato da un decreto di espulsione sospeso per un obbligo di firma legato a vicende di droga, aveva dichiarato di non essere nel palazzo al momento della tragedia e di essere rientrato intorno alle 5 del mattino. Le immagini delle telecamere di sicurezza del condominio acquisite agli atti avevano però indicato la sua presenza sul posto, portando alla convalida dell’arresto da parte del gip all’inizio di agosto.
Davanti al giudice che ne aveva convalidato la custodia cautelare l’indagato si era dichiarato innocente. Con il pronunciamento del Riesame M.T. lascia il carcere; le indagini della Procura proseguono per ricostruire i minuti antecedenti la caduta dalla terrazza di via dell’Archeologia.