Capena divisa sul ritorno della Sagra dell'Uva: il sindaco difende la scelta a un anno dalla morte di Stefano “Luigi” Cena
Il Vendemmiale si terrà il 2 e 3 ottobre; la decisione del sindaco Roberto Barbetti suscita polemiche, la figlia della vittima contesta la scelta
Capena si trova divisa sulla decisione di mantenere la Sagra dell'Uva, in programma il 2 e 3 ottobre, a quasi un anno dalla morte del giostraio Stefano “Luigi” Cena, 65 anni. Da una parte sono in molti a ritenere che sospendere la festa sarebbe un segno di rispetto per la famiglia; dall'altra ci sono cittadini e l'amministrazione che hanno scelto di confermare l'appuntamento tradizionale del paese.
Stefano “Luigi” Cena è stato aggredito la sera del 5 ottobre 2025 in piazza Civitucola, durante i festeggiamenti per il Vendemmiale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una discussione nata per alcuni gettoni non pagati è degenerata in un pestaggio: Cena sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni, in particolare alla testa. Trasportato all'ospedale Sant'Andrea, l'uomo è deceduto il 14 ottobre a seguito del grave trauma cranico riportato.
Sono finiti a processo tre giovani, tutti poco più che ventenni all'epoca dei fatti: il 20enne Mohamed Azzeldin, Raul Gabriel Matei, anch'egli ventenne, e il 25enne Lorenzo Agueci. Secondo l'accusa, Azzeldin avrebbe partecipato direttamente al pestaggio, trattenendo la vittima mentre lo colpiva; Matei sarebbe intervenuto nelle diverse fasi dell'aggressione; Agueci avrebbe fatto cadere Cena impedendogli di raggiungere la moglie. I tre sono imputati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla minorata difesa.
Gli investigatori hanno potuto ricostruire l'aggressione grazie a due filmati — uno girato da un cittadino e l'altro ripreso dalle telecamere di sorveglianza della piazza — e alle testimonianze raccolte. Il gip Michele Cappai ha disposto il giudizio immediato, senza udienza preliminare, confermando l'accusa di omicidio volontario. Il processo è iniziato il 6 luglio 2026 davanti alla Corte d'Assise di Roma; i tre imputati sono detenuti nel carcere di Rebibbia.
Nei giorni scorsi il sindaco di Capena, Roberto Barbetti, ha pubblicato un lungo post sulla pagina Facebook dell'amministrazione per spiegare la scelta di non sospendere la sagra. "C'è un dolore davanti al quale le parole si dovrebbero fermare - scrive Barbetti - il grande dolore di una famiglia che ha perso Luigi, in modo barbaro. Davanti a quel dolore si porta solo rispetto e silenzio. Ogni parola di troppo è un'offesa. Come sindaco, il mio primo pensiero è per la sua famiglia. A loro va il cordoglio e l'abbraccio di tutta la nostra comunità. A loro va anche la certezza che la giustizia farà il suo corso, fino in fondo. Noi abbiamo fiducia piena nella magistratura e in chi ha indagato con professionalità".
Barbetti ha inoltre sottolineato che la tragedia, a suo avviso, non si è consumata "nel contesto della festa": "È accaduto alle 21 di sera, dopo tre giorni di festa trascorsi in serenità. A festa di fatto già conclusa, quando la maggior parte dei cittadini era tornata a casa. Avevamo premiato da oltre un’ora i carri che avevano sfilato. È accaduto invece tutto repentinamente nell’area delle giostre che non è quella della festa". Il sindaco ha definito l'episodio come "un fatto di violenza, consumato in un'area di parcheggio comunale data in occupazione temporanea di suolo pubblico con autorizzazione", ribadendo il rispetto per la famiglia e la volontà di non associare la sagra a quanto accaduto.
Al post del sindaco ha risposto la figlia di Cena, Miriam. "Avrebbe potuto comunicarcelo in privato visto il rispetto che dice di avere per noi e per la nostra famiglia - ha scritto - sono contenta di leggere che il luogo in cui è stato ucciso mio padre non facesse parte della festa, questo forse aiuterebbe a comprendere la mancanza di forze dell’ordine presenti in piazza. Negli anni passati ci sono state altre risse e altri pestaggi nella zona di cui si parla, se lei non lo ricorda io sì, sicuramente anche altre persone. Eppure a sua detta non è mai accaduto nulla". Miriam ha aggiunto di non considerare rispettosa la decisione di mantenere la sagra e ha scritto: "Non rispetterò mai questa scelta così come non riuscirò mai a considerare tutto questo rispettoso nei confronti della mia famiglia e di mio padre".