Roma · 21 Settembre 2026

Mario Adinolfi raggiunto da custodia cautelare in carcere dopo presunte violazioni durante i domiciliari

Il giornalista romano, leader del Popolo della Famiglia, era ai domiciliari per una maxi inchiesta; la Guardia di Finanza segnala post e articoli pubblicati nonostante il divieto

Mario Adinolfi raggiunto da custodia cautelare in carcere dopo presunte violazioni durante i domiciliari

"Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano nella storia a subire questo tipo di arresto", ha scritto Mario Adinolfi su Facebook. Il 55enne giornalista romano, noto anche come leader del Popolo della Famiglia, era sottoposto ai domiciliari nella sua abitazione a Roma nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma per reati che, secondo l'accusa, comprendono truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi.

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, Adinolfi avrebbe continuato a utilizzare i propri canali social nonostante il divieto di servirsene, eccetto i contatti con il difensore. I militari attribuiscono all'indagato la pubblicazione di 49 articoli sul suo blog e di 23 post sul profilo Facebook personale con cadenza quotidiana, elementi che hanno indotto una rivalutazione del quadro cautelare per il rischio di reiterazione del reato e pericolo di inquinamento probatorio.

L'indagine era partita dopo denunce da parte di persone che avrebbero affidato a un "betting group" denominato "Scommessa collettiva", promosso via social network, somme ingenti senza ottenere in tutto o in parte la restituzione o la remunerazione prospettata. Contestualmente, a luglio era stato eseguito un sequestro preventivo per oltre 400mila euro.

Secondo l'accusa, Adinolfi avrebbe ottenuto l'adesione di numerosi clienti promettendo rendimenti elevati e garantiti, oltre i tassi di mercato, facendo riferimento a presunti algoritmi e strategie infallibili, inducendo così a versare anche somme superiori a 100mila euro per singola vittima per l'acquisto di quote di partecipazione senza ricevere le somme o le remunerazioni promesse.

Il giornalista si è dichiarato innocente nell'interrogatorio di garanzia davanti ai giudici romani. In una fase precedente, il Tribunale del Riesame aveva respinto l'istanza della difesa che chiedeva l'annullamento della misura cautelare. Sul nuovo capitolo processuale, i finanzieri del comando provinciale di Roma, su delega della procura, hanno eseguito un'ordinanza emessa dal Tribunale di Roma - sezione del giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Fonte: Raccontiamo Roma

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