Siracusa, l’appello di Emanuele Fortuna: «Senza assistenza adeguata non ce la facciamo»
Paraplegico dopo un’infezione alla vertebra T11, Emanuele racconta di assistenza insufficiente, spese elevate e bisogno di cure h24.
Emanuele Fortuna si rivolge alla città con una lettera aperta in cui descrive la difficile condizione in cui vive da cinque anni: «La mia vita è cambiata per sempre» scrive, spiegando di essere rimasto paraplegico in seguito a un’infezione da stafilococco alla vertebra T11, contratta dopo una puntura di vespa. Secondo il suo racconto, prima della diagnosi è andato cinque volte al pronto soccorso senza che gli venisse eseguita una risonanza magnetica che avrebbe potuto individuare in tempo l’infezione.
Fortuna afferma di vivere in carrozzina e di aver bisogno di assistenza continua: come indicato nel suo verbale definitivo, necessita di cure 24 ore su 24. Nella lettera spiega che usa un sollevatore per andare a letto, che ha bisogno di aiuto per le evacuazioni a letto e che indossa il pannolone, ribadendo che l’assistenza costante è indispensabile anche per suo figlio, che a sua volta è affetto da grave disabilità.
La situazione familiare è peggiorata anche sul piano dei rapporti: la compagna lo avrebbe lasciato e la madre è anziana; i fratelli e le sorelle, con le proprie famiglie, non sarebbero più in grado di sostenere il carico assistenziale. L’assistenza domiciliare pubblica, secondo Fortuna, è «pochissima e del tutto insufficiente».
Sul piano economico racconta che la pensione ammonta a 1.300 euro al mese, mentre le spese fisse comprendono 600 euro per l’affitto oltre a condominio e bollette. Per integrare l’assistenza non garantita dalle istituzioni sostiene di dover pagare un badante privato per circa 1.000 euro al mese; a questo si aggiungono i costi dei farmaci e altre spese mediche sostenute di tasca propria.
Nella lettera Emanuele chiede un intervento delle istituzioni e dei servizi sociali: «Avere un’assistenza adeguata non è un favore, è un nostro diritto fondamentale per vivere con dignità», scrive, invitando chi può a non voltarsi dall’altra parte e a condividere il suo messaggio per far sentire la loro voce.
Messaggio ricevuto e pubblicato da Siracusa News. Raccolta da Luca Signorelli · 16 settembre 2026.