ISAB-Priolo, la Fiom chiede che il Governo renda pubbliche le prescrizioni del Golden Power
Il sindacato sollecita chiarimenti su investimenti, occupazione e controlli dopo l’ingresso di Ludoil nel capitale
La Fiom-Cgil ha formalizzato la propria richiesta al Governo affinché renda pubbliche le prescrizioni imposte alla nuova proprietà di ISAB nell’ambito dell’esercizio dei poteri speciali, e apra un confronto con le organizzazioni sindacali sul piano industriale e occupazionale del sito di Priolo. Il documento è firmato da Antonio Recano, coordinatore Petrolchimici Fiom Sicilia, ed è stato reso noto il 16 settembre 2026.
La presa di posizione prende le mosse dal recente passaggio societario che ha portato Ludoil Capital ad acquisire il 51% di ISAB, operazione annunciata a maggio e subordinata, tra le altre condizioni, alla procedura di Golden Power. Secondo la Fiom, se lo stabilimento è considerato strategico per il Paese, la strategicità deve riguardare anche il lavoro, le competenze e il futuro industriale del polo di Priolo: "Se ISAB è strategica per il Paese, allora devono essere strategici anche il lavoro, le competenze e il futuro industriale di Priolo", afferma Recano.
Il sindacato chiede di conoscere nel dettaglio quali condizioni siano state fissate per la nuova proprietà, in particolare le garanzie su investimenti, continuità produttiva, sicurezza degli approvvigionamenti, futuro industriale e occupazione. Si richiede inoltre di chiarire quali garanzie previste nel precedente passaggio societario siano state confermate o modificate e se siano state introdotte nuove prescrizioni.
La Fiom solleva anche il tema dei controlli: vuole sapere chi avrà il compito di verificare il rispetto degli impegni e con quali strumenti tali verifiche saranno effettuate.
Dal lato aziendale, Ludoil ha indicato l’intenzione di trasformare ISAB in una piattaforma multi-energy. ISAB, sempre secondo comunicazioni della società, aveva già avviato a luglio a Priolo la produzione di biocarburanti utilizzando l’unità FCC, prevedendo una crescita graduale dei volumi fino a 500 mila tonnellate annue.
Per la Fiom gli annunci devono essere tradotti in un piano industriale dettagliato: ammontare degli investimenti a Priolo, impianti interessati, cronoprogramma degli interventi, eventuali riconversioni, nuovi impianti previsti e attività destinate a essere dismesse. Cruciale, secondo il sindacato, è inoltre la quantificazione delle ricadute occupazionali, includendo non solo i dipendenti diretti della raffineria ma anche i lavoratori metalmeccanici dell’indotto.
Particolare attenzione viene rivolta alla fermata generale di ISAB prevista nel 2027: la Fiom chiede che la preparazione della fermata avvenga con un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e richiede informazioni su gare, commesse, imprese aggiudicatarie e subappalti, numero dei lavoratori coinvolti, professionalità richieste, ore previste, contratti collettivi applicati e programmi di sicurezza e formazione. Il sindacato sottolinea che i criteri di affidamento dei lavori non devono basarsi esclusivamente sul prezzo più basso.
La Fiom individua tre livelli di confronto: al Governo e al Mimit chiede chiarimenti sulle prescrizioni industriali e occupazionali contenute nel nuovo Golden Power e sulle modalità di verifica del loro rispetto; a Ludoil e ISAB chiede la presentazione del piano industriale pluriennale del sito con investimenti, cronoprogrammi e ricadute occupazionali; infine propone l’istituzione di un tavolo permanente sul futuro industriale di ISAB e dell’indotto, con il coinvolgimento di Governo, Regione Siciliana, azienda e organizzazioni sindacali.
"Il cambio di proprietà non chiude la vertenza sul futuro di Priolo. La apre", dichiara Recano, che conclude ribadendo la richiesta del sindacato: "I lavoratori siracusani non chiedono rassicurazioni, ma impegni verificabili".