Siracusa · 17 Settembre 2026

Il Tribunale annulla la sospensione dell’ex direttore dell’Umberto I di Siracusa, D’Aquila

Sentenza del 29 giugno: il giudice individua carenze organizzative dell’Asp e condanna l’azienda al pagamento delle retribuzioni per 20 giorni di sospensione

Il Tribunale annulla la sospensione dell’ex direttore dell’Umberto I di Siracusa, D’Aquila

Il Tribunale del Lavoro di Siracusa ha annullato la sanzione disciplinare che nell’agosto 2020 aveva determinato la sospensione dall’incarico dell’allora direttore dell’ospedale Umberto I di Siracusa, Giuseppe D’Aquila. La sentenza, pubblicata il 29 giugno scorso e ormai passata in giudicato, stabilisce l’illegittimità del provvedimento disciplinare e dispone che l’Azienda sanitaria corrisponda a D’Aquila la retribuzione prevista per i 20 giorni di efficacia della sospensione, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali nei limiti di legge. D’Aquila era difeso dall’avvocato Sebastiano Li Rosi.

La vicenda risale alle settimane della prima ondata della pandemia di Covid-19. Nel procedimento venivano contestate al direttore sanitario diverse carenze nell’organizzazione della gestione dell’emergenza: la gestione dei tamponi, i percorsi di accesso al reparto di malattie infettive e le procedure di isolamento domiciliare. Di fronte alle criticità la Regione aveva nominato un “Covid team” per intervenire sull’ospedale aretuseo.

Il passaggio centrale della pronuncia è però la valutazione del contesto organizzativo in cui si erano verificate quelle condotte. Il giudice Luca Gurrieri parla esplicitamente di una “condotta gravemente negligente e/o omissiva della stessa Asp di Siracusa”, ritenendo che l’Azienda fosse impreparata, sotto il profilo strutturale e organizzativo, ad affrontare in modo adeguato e tempestivo l’emergenza epidemiologica.

Secondo il Tribunale, le criticità evidenziate non potevano essere ricondotte esclusivamente alla responsabilità del singolo direttore: la sentenza afferma che sostanzialmente “tutte le condotte addebitate” derivavano da deficienze dell’Asp “nel suo complesso” e non erano imputabili soltanto a Giuseppe D’Aquila. Il provvedimento ricostruisce inoltre le disposizioni e le comunicazioni adottate tra marzo e aprile 2020, compresi gli aspetti relativi all’individuazione dei laboratori autorizzati e alla gestione dei campioni, nonché le difficoltà nell’effettuare e processare i tamponi e nella gestione dell’isolamento domiciliare.

Per questi motivi il Tribunale del Lavoro ha dichiarato illegittimo e ha annullato il provvedimento disciplinare del 27 agosto 2020, disponendo il pagamento da parte dell’Asp delle somme relative al periodo di sospensione, con rivalutazione e interessi come previsto dalla legge.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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