Siracusa · 17 Settembre 2026

Samuele Mazza: «Da Noto una locomotiva per un nuovo Rinascimento siciliano»

Il curatore collega Nero Barocco alla rigenerazione culturale della Riviera Barocca e racconta progetti come Borgo Tancredi

Samuele Mazza: «Da Noto una locomotiva per un nuovo Rinascimento siciliano»

Nero Barocco, oltre al focus sul vino, viene descritto come un momento per riflettere sul legame tra arte, bellezza, territorio e comunità. La nota segnala inoltre la possibilità di acquistare il ticket di ingresso sul sito www.notobarocco.it.

Samuele Mazza, intervenuto sull’argomento, ricorda il suo primo arrivo a Noto nel 2008 «quando siamo arrivati qui per la prima volta per una festa» e spiega come quella esperienza abbia rappresentato l’innesco di un percorso: «ci è sembrato subito un luogo ideale». Per Mazza l’arte non è confinata a una disciplina ma si configura come «un modo di vivere»: «La nostra è l’arte di vivere. Mi sono sempre occupato di bellezza e la bellezza per me è stata il faro che continuo a inseguire, forse in alcuni casi anche come un’utopia».

Noto, secondo la sua lettura, funge da punto di partenza per una trasformazione che investe un territorio più vasto. «La locomotiva è Noto, che coinvolge tutta l’area dell’antica Val di Noto, quella che io ho chiamato Riviera Barocca», dichiara Mazza, che immagina un dialogo tra Noto, Modica e Ortigia a formare «un sistema territoriale fatto di paesaggio, cultura, architettura, enogastronomia e nuove esperienze».

Mazza collega a questa visione anche iniziative realizzate negli anni, citando i suoi libri dedicati alle dimore siciliane e alle cantine dell’Isola e la valorizzazione di luoghi trasformati in esperienze culturali e turistiche. Tra gli esempi indicati c’è Borgo Tancredi, oggi meta di visitatori stranieri: «Prima non c’era niente – spiega Mazza – era una campagna, poi una fabbrica di carote e una pizzeria. Oggi è diventata un’antica dimora, un mondo immaginato e scenografico con una narrazione della Sicilia dell’Ottocento, ma ricca di contemporaneità».

Per Mazza questo processo rappresenta un vero e proprio «Rinascimento» e arriva a evocare un nuovo «dolce stil novo». Sottolinea tuttavia che si tratta di un percorso collettivo, frutto della collaborazione con le persone che vivono e lavorano nel territorio.

La ricostruzione è tratta dall’articolo originale pubblicato su Noto News e ripreso su Siracusa News.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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