Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente: 65 risposte mancanti su 116 atti rivolti al Comune di Siracusa
Il rapporto che copre il periodo 6 agosto 2024–7 settembre 2026 segnala ritardi e mancati riscontri, compresa una petizione di 72 cittadini senza esito
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha pubblicato il rapporto sulla propria attività istituzionale relativo al periodo compreso tra il 6 agosto 2024 e il 7 settembre 2026. Il documento è stato trasmesso al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Siracusa e al Presidente del Consiglio comunale.
Nell’arco di poco più di due anni il Comitato segnala di aver inviato 185 poste elettroniche certificate e di aver consegnato una petizione, per un totale di 186 atti. Il dettaglio riportato nel rapporto è: 38 istanze di accesso agli atti, 21 istanze e diffide, 46 segnalazioni ed esposti, 19 tra proposte e osservazioni. Di questi atti, 126 sono indirizzati al Comune di Siracusa.
Il rapporto valuta gli esiti delle comunicazioni. Sui 116 atti per i quali il termine di risposta è scaduto o non è previsto, l’amministrazione comunale ha risposto in 51 casi; negli altri 65 non è arrivato alcun riscontro, nemmeno interlocutorio. Secondo il documento, due risposte su tre provengono da un solo ufficio, il Settore Mobilità e Trasporti.
Il Comitato segnala che i silenzi si concentrano in punti specifici: il Sindaco Francesco Italia non ha firmato alcuna risposta su 26 comunicazioni a lui indirizzate; il Comando di Polizia Municipale non ha riscontrato nessuna delle venti segnalazioni ricevute; il Settore Igiene urbana non ha risposto a nessuno dei nove atti pervenuti, tra cui l’istanza di accesso sul contratto del servizio di igiene urbana e la successiva attivazione del potere sostitutivo.
Il rapporto indica inoltre che il gestore del servizio idrico e l’ATI non hanno riscontrato nessuna delle diciotto comunicazioni trasmesse nell’estate 2026, comprese un reclamo formale e quattordici segnalazioni quotidiane di disservizio raccolte tra i residenti.
Sul fronte dell’accesso agli atti la situazione è descritta come meno critica: diciannove istanze su venticinque hanno avuto risposta entro i trenta giorni previsti dalla legge. Tuttavia, cinque risposte su ventuno sono state contestate dal Comitato come incomplete o elusive, e in due casi i documenti sono arrivati solo dopo una diffida o l’intervento del Responsabile per la trasparenza. I dati relativi al Piano della Sosta sono stati trasmessi 74 giorni dopo la richiesta.
Il rapporto evidenzia la mancata risposta alla petizione consegnata al Sindaco il 27 marzo 2025, sottoscritta da 72 cittadini con firme autenticate, che chiedeva l’istituzione di una sezione del sito comunale dedicata alla trasparenza degli appalti. Lo Statuto comunale prevede che il Sindaco comunichi ai firmatari gli esiti dell’istruttoria entro sessanta giorni, prorogabili di ulteriori trenta; al momento della pubblicazione del rapporto risultano trascorsi 533 giorni senza alcuna comunicazione.
Un elemento rilevato dal Comitato riguarda la tracciabilità degli atti: per 118 comunicazioni su 134 la casella di posta certificata conserva la ricevuta con cui il protocollo comunale ha assegnato l’atto a un ufficio, generalmente entro uno o due giorni. Secondo il Comitato, ciò dimostra che gli atti rimasti senza risposta sono stati regolarmente ricevuti, protocollati e assegnati.
«Non abbiamo scritto un atto d’accusa, abbiamo fatto un rendiconto – dichiara il presidente del Comitato, Biondini – Ogni numero è verificabile, perché dietro c’è una PEC con data, protocollo e destinatario. Chiediamo che questo lavoro serva a qualcosa: che il piano anticorruzione e trasparenza del Comune ne tenga conto, che si risponda agli atti ancora pendenti e che la petizione firmata da 72 cittadini nel marzo 2025 arrivi finalmente in Consiglio comunale. Rispondere ai cittadini non è una concessione, è un dovere».