Siracusa · 18 Settembre 2026

Nero Barocco, Luigia Sergio: «Il Val di Noto a livello vinicolo è molto unito»

La produttrice di Cantine Barone Sergio evidenzia il valore del contatto diretto con il pubblico e la crescente presenza femminile nelle cantine del territorio.

Nero Barocco, Luigia Sergio: «Il Val di Noto a livello vinicolo è molto unito»

Nero Barocco è un appuntamento dedicato alla valorizzazione delle cantine e delle produzioni vitivinicole del Val di Noto; il biglietto per partecipare può essere acquistato su www.nerobarocco.it.

A spiegare il senso della manifestazione è Luigia Sergio, di Cantine Barone Sergio, che mette in rilievo soprattutto l’importanza del confronto diretto con chi acquista il vino: «Queste sono opportunità di cui noi ringraziamo, perché ci permettono di avere un contatto diretto con il consumatore finale».

Secondo Sergio, l’evento è anche un’occasione per raccontare il territorio: «Ci dà l'opportunità di dimostrare un territorio, quello del Val di Noto, che a livello vinicolo è molto unito». Il comparto è formato da realtà di dimensioni diverse, ma accomunate dalla volontà di caratterizzare le proprie produzioni.

Un aspetto che la produttrice indica come particolarmente interessante nelle manifestazioni di questo tipo è la personalità del vino. «La caratteristica principale che puoi individuare quando vieni a un evento di questa portata è il tipo di caratterizzazione di ogni cantina, cioè quando il produttore e il proprietario riescono a dare una personalità al proprio prodotto». Per Sergio il vino diventa così «uno dei canali di espressione della persona maggiori: tramite il vino puoi riconoscere anche lo stesso produttore».

L’intervista affronta anche il tema della presenza femminile nel settore: «La mia generazione e la conduzione delle cantine in Val di Noto è prettamente femminile», afferma, sottolineando al contempo una forte collaborazione tra le diverse realtà. «Siamo molto unite, ma siamo molto uniti tutte le cantine, e stiamo facendo un gran lavoro».

Con ironia e determinazione, Sergio rivendica il ruolo delle donne nel comparto: «Molte delle mie colleghe hanno quattro palle, se posso dirlo, e stanno facendo un ottimo lavoro». L’auspicio finale è che in futuro non sia più necessario parlare di «quote rosa»: «Spero che un giorno questa domanda non mi venga più posta, perché allora vorrà dire che abbiamo veramente superato il tema».

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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