Violento episodio nella Casa Circondariale di Siracusa: ispettore e due agenti feriti durante il sequestro di cellulari
Il 18 settembre 2026, durante una perquisizione straordinaria, un gruppo di detenuti ha aggredito il personale di Polizia Penitenziaria; il sindacato OSAPP chiede interventi urgenti.
Nella tarda serata di venerdì 18 settembre 2026, la Casa Circondariale di Siracusa è stata coinvolta in un episodio di violenza durante un’operazione di perquisizione straordinaria.
Secondo la ricostruzione riportata, l’aggressione è scaturita quando il personale di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato alcuni telefoni cellulari detenuti illegalmente in una cella. I detenuti coinvolti avrebbero cercato di impedire il sequestro e si sarebbero scagliati contro gli operatori, dando luogo a una colluttazione.
Nel corso dello scontro l’ispettore e i due agenti hanno riportato diverse escoriazioni e sono stati trasportati d’urgenza al Pronto Soccorso cittadino per ricevere le cure necessarie.
Sulla vicenda è intervenuta con una nota congiunta l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (OSAPP), firmata dal Coordinatore Nazionale D. Quattrocchi, dal Segretario Provinciale G. Argentino e dal Rappresentante Sindacale G. Sommariva. "Esprimiamo la nostra totale solidarietà e la massima vicinanza al personale aggredito in questa folle serata di violenza", si legge nella dichiarazione.
I rappresentanti sindacali hanno sottolineato che l’episodio riaccende l’allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto, definito "ormai fuori controllo", e hanno chiesto un intervento immediato da parte del Provveditorato e del Ministero della Giustizia per ripristinare ordine e sicurezza.
L’OSAPP ha inoltre sollecitato l’intervento del GOM (Gruppo Operativo Mobile) dell’Amministrazione Penitenziaria per "ristabilire la legalità e la disciplina" nella struttura.
Il sindacato ha infine riaffermato la propria denuncia di una situazione di emergenza continua, evidenziando i rischi quotidiani a cui sarebbe esposto il personale di Polizia Penitenziaria a causa, a loro dire, di atteggiamenti sempre più insofferenti di una parte della popolazione detenuta.