Giornata mondiale dell’Alzheimer: in provincia di Siracusa circa 1.500 persone diagnosticate, appello per servizi sul territorio
Salvo Sorbello (Comitato Consultivo Asp Siracusa) invita a potenziare diagnosi precoce, prevenzione e strutture diffuse per l’assistenza
Nella giornata mondiale dedicata all’Alzheimer la provincia di Siracusa conta circa 1.500 persone a cui è stata diagnosticata la malattia, pur riconoscendo che il numero reale è probabilmente superiore a causa di diagnosi non effettuate o di riferimenti generici a «demenza».
"A mio avviso – rileva il presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa Salvo Sorbello – non c’è ancora una corretta percezione che la demenza rappresenta una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo anche nella nostra provincia." Sorbello sottolinea l’importanza di strumenti diagnostici sempre più accurati e aggiornati e la necessità di interventi di prevenzione.
Tra gli aspetti evidenziati vi è il ruolo delle Case della Comunità: strutture costate molto che, secondo Sorbello, non sono ancora sufficientemente conosciute ma potrebbero contribuire al controllo dei fattori di rischio modificabili, come l’ipertensione, il diabete, il fumo e la perdita dell’udito, oltre a promuovere la salute cardiovascolare.
Il presidente del Comitato Consultivo invita inoltre istituzioni e Comuni a favorire l’attività fisica regolare, il mantenimento di una vita sociale attiva, attività cognitive e un’alimentazione equilibrata come misure utili a proteggere la salute del cervello.
Le dimensioni del fenomeno sono destinate a crescere, osserva Sorbello, ricordando che "un abitante su tre presto avrà almeno 65 anni": questo cambiamento demografico richiede risposte strutturate da parte delle amministrazioni, in particolare per quanto riguarda l’assistenza.
Sorbello critica l’attuale modello, definito ancora troppo ospedalocentrico, e segnala come molte persone anziane rimangano a lungo in pronto soccorso. Serve, secondo lui, una rete di strutture diffuse sul territorio per alleggerire la quotidianità dei familiari e gestire problematiche complesse, come i disturbi comportamentali dei malati e le difficoltà nell’assistenza notturna.
"Esiste anche una frammentazione di competenze e le persone che assistono questi malati si trovano, da sole, a fronteggiare disturbi comportamentali davvero pesanti", osserva Sorbello, che auspica l’impegno dell’Asp per mettere a disposizione soluzioni utili ai familiari. Conclude ricordando che chi vive con una demenza non perde la propria identità, la propria storia o il bisogno di essere ascoltato, rispettato e accolto.