Indagini sul porto di Trieste: l’Authority precisa che gli accertamenti riguardano atti anteriori al 2025
Due filoni distinti: indagine sui trasferimenti da Alpe Adria e verifica della Corte dei Conti sulle indennità
Il 17 settembre l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è intervenuta per fare chiarezza sulle indagini in corso che riguardano il porto di Trieste, precisando il perimetro temporale degli accertamenti contabili e ribadendo la distinzione tra i procedimenti aperti.
Il primo filone è seguito dalla Procura della Repubblica di Trieste e concerne i rapporti tra la partecipata pubblica Alpe Adria e le società private Trieste Marine Terminal e To Delta. Gli accertamenti, stando a quanto emerso, si concentrano su alcuni trasferimenti di denaro dalla partecipata verso le società private avvenuti nel corso di più anni per un importo complessivo indicato in circa 22 milioni di euro; l’ipotesi contestata è quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche. In relazione a questo filone, due dirigenti avrebbero ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Il secondo procedimento è condotto dalla Procura regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia e riguarda invece un presunto danno erariale stimato intorno a un milione di euro, che sarebbe collegato alle indennità di reperibilità riconosciute a una serie di dipendenti dell’Autorità portuale. L’ente ha sottolineato che tali accertamenti contabili si riferiscono ad atti amministrativi adottati negli anni precedenti al 2025 e sono ancora nella fase istruttoria.
Tra le persone interessate dagli accertamenti figurano l’ex presidente del Porto Zeno D’Agostino, l’ex segretario generale Vittorio Torbianelli e altri funzionari dell’Ente, come riportato nelle comunicazioni ufficiali.
Nella nota diffusa, l’Autorità ha richiamato il principio per cui si tratta di procedimenti distinti e diversi per oggetto e natura, ha espresso fiducia nella professionalità dei propri dirigenti e ha richiamato l’importanza di tutelare la reputazione dell’Ente e delle persone che vi operano. L’Authority ha infine assicurato il pieno rispetto dell’attività degli organi competenti e la piena collaborazione nello svolgimento degli accertamenti.