Verona · 15 Settembre 2026

Il Veneto rinvia di un anno il blocco dei diesel Euro 5: ok del Consiglio regionale

La sospensione, che avrebbe dovuto partire il 1° ottobre, è stata approvata. La giunta promette misure alternative, l’opposizione chiede garanzie sui fondi e controlli efficaci.

Il Veneto rinvia di un anno il blocco dei diesel Euro 5: ok del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la sospensione del blocco delle auto diesel Euro 5 che sarebbe dovuto scattare dal primo ottobre, rimandando l’entrata in vigore della misura di un anno.

"Lo abbiamo detto fin dal primo giorno – sono le parole del presidente Alberto Stefani -: la tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini. Non possiamo imporre un nuovo costo a chi magari utilizza l’auto ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere un familiare o mandare avanti la propria attività. La sostenibilità deve essere anche economica e sociale".

Secondo la giunta, dal 1° ottobre le auto diesel Euro 5 potranno continuare a circolare anche nelle grandi città; tra le misure indicate per accompagnare la sospensione la Regione cita, tra l’altro, lo smart working nel pubblico impiego per ridurre gli spostamenti e le emissioni.

L’atto approvato riguarda le "Misure urgenti di pianificazione della qualità dell’aria e limitazioni della circolazione stradale". La giunta ha motivato il rinvio con la necessità di evitare oneri immediati per famiglie, lavoratori e imprese: "In Veneto sono centinaia di migliaia le persone che utilizzano un veicolo Euro 5 e non possiamo pensare che la risposta sia semplicemente dire loro di cambiare automobile", ha affermato Stefani.

Dal fronte del Partito democratico, il consigliere regionale Antonio Dalla Pozza, correlatore del provvedimento, ha accolto il rinvio ma ha posto condizioni: "Sul rinvio del blocco strutturale in Veneto ai veicoli diesel Euro 5 abbiamo assunto una scelta guidata dal buon senso e dalla responsabilità. È infatti sbagliato scaricare i costi dell’inattività politica su famiglie, artigiani e piccole imprese che si trovano nell’impossibilità di sostituire il proprio veicolo dall’oggi al domani. La nostra astensione al provvedimento non va presa però come un assegno in bianco: le misure compensative promesse dalla giunta rischiano di restare solo sulla carta se la Regione non stanzia fondi propri e non garantisce reali ed efficaci strumenti di controllo".

Dalla Pozza ha poi aggiunto: "La nostra, dunque, è un’apertura di credito nei confronti dell’assessore Venturini: ma proprio per questo vigileremo con ancora più attenzione sulla reale attuazione di misure e investimenti per la tutela della qualità dell’aria, nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini veneti e dell’ambiente".

Fonte: Raccontiamo Verona

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