Verona · 17 Settembre 2026

Via libera al progetto di restauro della chiesa di San Giorgetto accanto a Santa Anastasia

La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità; lavori finanziati dalla Soprintendenza per 760.000 euro, avvio previsto entro fine ottobre

Via libera al progetto di restauro della chiesa di San Giorgetto accanto a Santa Anastasia

La giunta del Comune di Verona ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’intervento di prevenzione del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro della chiesa di San Pietro Martire, nota come San Giorgetto, situata a fianco della Basilica di Santa Anastasia, tra via Massalongo e la piazza. L’edificio è sconsacrato, di proprietà comunale dal 1807 e al momento chiuso al pubblico perché giudicato inagibile.

Il progetto prevede anche il consolidamento della muratura che include l’arco d’ingresso, sormontato dall’arca di Guglielmo da Castelbarco, che immette nel cortile del Conservatorio di Musica Dall’Abaco.

L’avvio dei lavori è previsto entro la fine di ottobre; la durata stimata dell’intervento è di circa cinque mesi.

L’intervento ha un valore complessivo di 760.000 euro ed è interamente finanziato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, con risorse derivanti dalla legge 232/2016 e assegnate con decreto del Ministero della Cultura del marzo 2022. La Soprintendenza assumerà anche il ruolo di stazione appaltante, occupandosi della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori: per il bilancio comunale l’operazione non comporterà oneri economici.

La vicesindaca e assessora ai beni culturali e al patrimonio, Barbara Bissoli, ha definito l’intervento «molto significativo», ricordando che l’edificio risale alla fine del XIII secolo ed è caratterizzato, all’esterno, da alcune arche scaligere — tra cui quella di Guglielmo di Castelbarco — e, all’interno, da un apparato pittorico di grande interesse. Bissoli ha inoltre espresso gratitudine verso la Soprintendenza ABAP, che ha curato la progettazione di fattibilità e seguirà i lavori, e verso l’Università Iuav per la ricerca storico-documentale preliminare.

Il progetto contempla il consolidamento sismico della struttura e il restauro delle sue parti più delicate: pinnacoli angolari, cella campanaria, volte a crociera, copertura e il recupero delle parti lapidee, affrescate e lignee dei portali d’accesso e delle arche sulle facciate.

La giunta ha infine approvato lo schema di accordo, ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990, che disciplinerà i rapporti tra Comune e Soprintendenza per la realizzazione dell’opera; una volta conclusi i lavori l’edificio tornerà fruibile alla città, dopo essere rimasto inaccessibile alla comunità da quasi un decennio.

Fonte: Raccontiamo Verona

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