Operazione 'Fly Trap': coinvolto un amministratore residente in provincia di Verona
Maxi indagine della polizia postale coordinata dalla Dda di Roma porta a misure cautelari e arresti in diverse province
La Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della polizia postale, ha coordinato l’operazione denominata “Fly Trap”, resa nota il 17 settembre 2026. L’intervento ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari, a un fermo e all’arresto in flagranza di dieci persone.
Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari gli investigatori indicano un amministratore residente nella provincia di Verona, che è ritenuto tra gli organizzatori e promotori della rete. Complessivamente, secondo quanto comunicato, sono stati colpiti tre amministratori italiani residenti nelle province di Napoli, Barletta e Verona, un cittadino svizzero e due partecipanti.
L’indagine è partita nel 2024 sulla base di informazioni fornite dalle autorità statunitensi dell’Homeland Security Investigations relative a un gruppo privato su Telegram denominato “New Saga”. Gli investigatori ricostruiscono che la comunità contava oltre mille partecipanti e che l’accesso al materiale avveniva dietro pagamento in criptovaluta o mediante la condivisione di nuovo materiale illecito.
L’attività sotto copertura della polizia postale ha consentito l’acquisizione di circa 282,9 gigabyte di materiale, comprensivi di oltre 22 mila video e 34 mila immagini. Nel corso delle 23 perquisizioni sono stati sequestrati circa 200 dispositivi informatici tra smartphone, tablet, computer e hard disk.
Alle operazioni hanno partecipato oltre 100 operatori specializzati in diverse città italiane. Gli utenti italiani coinvolti, di cui dieci ritenuti attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di perquisizioni locali, personali e informatiche. Le azioni in flagranza hanno portato all’arresto di dieci soggetti trovati in possesso di ingenti quantità di materiale pedopornografico, tra cui video e immagini di minori anche in tenera età.
Tra le persone arrestate in flagranza risultano residenti nelle province di Torino, Milano e Padova (sei soggetti complessivamente), e singoli arresti nelle province di Fermo, Cagliari, Palermo e Treviso. Gli investigatori segnalano che tra gli arrestati vi sono sia persone con precedenti specifici sia soggetti ritenuti insospettabili.
Sempre secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, sono state individuate 996 utenze riconducibili a Paesi esteri; i relativi dati sono stati trasmessi alle autorità competenti tramite i canali di cooperazione internazionale per consentire ulteriori attività d’indagine e interventi a tutela delle vittime.