Verona · 18 Settembre 2026

Rifiuti a Verona: indifferenziato in calo del 16% nei primi otto mesi del 2026

Secondo l’Osservatorio Rifiuti Sovraregionale circa 5.400 tonnellate in meno di rifiuto indifferenziato rispetto al 2025; la produzione complessiva scende del 5%

Rifiuti a Verona: indifferenziato in calo del 16% nei primi otto mesi del 2026

I dati dell’Osservatorio Rifiuti Sovraregionale (O.R.So.) mostrano una riduzione del 16% del rifiuto indifferenziato a Verona nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: si è passati dalle 38.500 tonnellate del 2025 a poco più di 33.000 tonnellate del 2026, con una diminuzione di circa 5.400 tonnellate.

Il Rur (Rifiuto Urbano Residuo) è la frazione che resta dopo la raccolta differenziata: in teoria comprende i materiali non riciclabili, ma nei rifiuti residui si trovano ancora percentuali di carta, plastica e umido. Lo smaltimento del secco residuo comporta costi rilevanti per il territorio.

Sempre confrontando il periodo gennaio–31 agosto 2025 e 2026, complessivamente la produzione di rifiuti a Verona è diminuita di circa il 5%, ovvero circa 4.000 tonnellate (da oltre 87.000 tonnellate a circa 83.000 tonnellate).

L’O.R.So., piattaforma web co-sviluppata da Arpa Lombardia e Arpa Veneto per il monitoraggio dei rifiuti, evidenzia come la riduzione sia in parte riconducibile all’estensione del sistema di raccolta differenziata combinata su oltre la metà del territorio cittadino: cassonetti ad accesso controllato per secco e umido e raccolta porta a porta per carta, plastica e alluminio. Questa estensione avrebbe frenato la migrazione di rifiuti verso il capoluogo, fenomeno che per anni aveva interessato Verona, dove in passato erano ancora presenti cassonetti aperti mentre nei comuni della cintura era diffuso il porta a porta spinto (eccetto il vetro).

«I numeri evidenziano una netta diminuzione del rifiuto indifferenziato che solo in parte contribuisce all’aumento della raccolta differenziata. Ricordiamo infatti che la percentuale è arrivata quest’anno a superare il 60% dopo oltre un decennio in cui era stata sostanzialmente ferma al 53%», ha dichiarato il presidente di Amia, Roberto Bechis. Bechis ha aggiunto che sono «già state perse 4mila tonnellate di rifiuto, per lo più indifferenziato», e ha indicato nella riduzione della migrazione dei rifiuti, oltre che in possibili effetti della crisi economica, una delle cause principali della diminuzione.

Il dirigente di Amia Verona, Luca Mariotto, ha riferito che gli ispettori ambientali hanno intercettato il fenomeno: circa il 20% delle sanzioni comminate riguarda il conferimento nel Comune capoluogo da parte di persone provenienti da altri Comuni.

Per il direttore di Amia Verona, Ennio Cozzolotto, la riduzione dell’indifferenziato è positiva anche sul piano del calcolo della percentuale di raccolta differenziata. Cozzolotto ha indicato l’obiettivo di raggiungere il 65% il prima possibile, anche per evitare la sovratassa imposta dalla Regione ai territori che non raggiungono i parametri minimi.

Fonte: Raccontiamo Verona

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