Verona · 18 Settembre 2026

Verona: due giovani arrestati in flagranza dopo la truffa a un medico, sottratti preziosi e oltre 150mila euro

La polizia ha bloccato due presunti complici mentre ritiravano il contenuto di una cassetta di sicurezza; proseguono le indagini per individuare altri membri della banda.

Verona: due giovani arrestati in flagranza dopo la truffa a un medico, sottratti preziosi e oltre 150mila euro

Nella giornata di giovedì 17 settembre la Polizia di Stato di Verona ha arrestato in flagranza due giovani italiani ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di un medico veronese di 64 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’azione rientra in un modus operandi già noto: centrali telefoniche con base in Campania contattano soprattutto persone anziane o professionisti del centro-nord, mantenendole al telefono per impedire che chiamino il 113, mentre complici si spostano verso l’abitazione o lo studio della vittima per ritirare preziosi con la scusa di verificarne la provenienza.

Nel caso di Verona, il professionista è stato contattato da un finto poliziotto e convinto a consegnare il contenuto di una cassetta di sicurezza presso una banca di San Pietro in Cariano a due persone che lo attendevano sotto il suo studio medico. Dopo la consegna della borsa richiesta, i due sono stati bloccati dagli agenti.

La vittima risulta essere stata presa di mira anche il giorno precedente dallo stesso telefonista: in quella circostanza altri due complici, al momento in corso di identificazione, avevano ottenuto il contenuto della cassaforte dell’abitazione. Inoltre l’uomo era stato indotto a effettuare due bonifici istantanei con la falsa motivazione di «mettere in salvo» il suo patrimonio da presunti attacchi informatici.

Il valore complessivo della refurtiva – comprensivo di contanti, bonifici e preziosi – è stimato in oltre 150mila euro. Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Verona sono in corso accertamenti finalizzati all’individuazione degli ulteriori complici e al recupero della refurtiva e delle somme indebitamente versate.

Al termine degli atti di rito, i due arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Verona «Montorio», a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fonte: Raccontiamo Verona

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